Dracula a teatro

Ieri per poco non mi scorticavo le mani ad applaudire. Ho visto Dracula al teatro sociale di Trento. Gli attori usavano il corpo in movimenti angosciati e mi pareva di vedere i muscoli tirati! Gli effetti scenici avvolgevano e, quando ho visto scendere pure le neve, non riuscivo a crederci. Il tutto poi condito da un mito senza tempo.. quello del vampiro, che unisce sesso, morte e potere in un solo simbolo terrificante. Devo dire che il concetto di ‘amare una persona fino a prosciugarla” è uno dei più interessanti per la nostra epoca… E poi quella porta sull’inconscio lasciata aperta nel finale.. come se un lato distruttivo di noi fosse sempre lì ad aspettarci, nonostante la luce, alla fine, vinca.

La fantascienza di Asimov

Ho scoperto la fantascienza quando ero al liceo e, con essa, Isaac Asimov. Ho divorato il suo “Io robot” (da cui il film omonimo con Will Smith). Amavo che i miei dubbi esistenziali e le mie assurde complicanze logiche si concretizzassero nei gesti di un robot. Un esempio? Prendete il racconto “Essere razionale”. Qui un piccolo robot, che non crede di essere creato dall’uomo perché, diciamocelo, l’uomo non è proprio un modello di perfezione, inventa un Dio Robot a cui affidarsi.. C’è da scrivere un trattato di filosofia solamente in questo inizio..

Io e Freud

Quand’ero un’adolescente brufolosa, Freud mi faceva incazzare. Dice una cosa terribile: l’inconscio ci controlla. Io odiavo l’idea di essere manovrata da un grosso polipo interiore che decide al posto mio.
Oggi, con qualche anno in più, mi sono riappacificata con il polipo. D’altra parte, Freud l’aveva detto, c’è una via d’uscita: conosci il tuo nemico. Conosci te stesso ed il polipone diventerà il tuo animale domestico.
Di Freud, del polipo e della felicità, parlerò domani a Levico. Aperte le porte ai curiosi!

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